22/03/12

Nuovo Sito su Alberto e Carlo


Domenica 30 maggio ci siamo ritrovati tutti alla ca' Nova, luogo che si trova in Val Bisagno dove Carlo e Alberto si sono conosciuti, hanno coltivato la loro amicizia e sono cresciuti.
Eravamo 18 ragazzi e con noi c'erano anche alcuni adulti, in quell'occasione abbiamo conosciuto uno scenografo, Aldo Moretti, che ci ha posto subito una domanda che è stata: " Che cosa c'è che vi lega a Carlo e ad Alberto che sono due ragazzi vissuti trent'anni fa con i quali apparentemente non avente niente in comune?" Maria Chiara ha risposto così: "Secondo me, invece, abbiamo molte cose in comune perchè innanzitutto portiamo avanti lo stesso Ideale e poi io, personalmente, condivido anche con loro la passione per la musica e per la scrittura." Questa risposta ci ha aiutato a iniziare quella giornata con lo spirito giusto. Aldo ci ha presentato un'idea che a tutti noi è sembrata subito interessante. La sua proposta è stata quella di pensare ad un titolo per il nostro progetto così, dopo esserci divisi in quattro gruppi, abbiamo trovato un possibile titolo da proporre e sono venuti fuori: Foto Ideale, Gen in Gen, Gen Ciak e Scatto.


On Sunday 30th May we met all together at the Canova, the place in the Bisagno Valley where Carlo and Alberto met each other, they grew up in their friendship. We were 18 boys and girls and there were some adults as well; in that occasion we met set designer, Aldo Moretti, who immediately asked us: “What makes you feelbonded to Carlo and Alberto, two boys who lived 30 years ago and who apparently you have nothing in common with?” Mariachiara answered: “Actually I think we have lots of thinks in common with them, especially because we carry on the same Ideal also, personally, I share with them my passion for music and writing. This answer helped me to start that day in the right mood. Aldo introduced us to a new idea which seemed immediately interesting to everyone. He proposed to think of a title for our project so that, after being divided into four groups, we found a possible title to propose and these are the ones we thought of: “Foto Ideale”(ideal picture), Gen in Gen, Gen ciak and Scatto(which means click and also starting of a running race).



A questo punto abbiamo pensato alla parte grafica e abbiamo scritto ognuno di questi titoli su un cartellone di stoffa bianca. Nel pomeriggio siamo usciti all'aperto e con l'aiuto di Aldo abbiamo provato a usare le bombolette spray. Dopo esserci armati di mascherine e guanti abbiamo colorato i nostri cartelloni.
Alla fine sono venuti tutti e quattro molto bene e così è stato difficile scegliere quello che potesse rappresentare meglio il nostro progetto. Abbiamo votato a maggioranza e ha vinto "Scatto" che, come potete vedere, è anche il titolo del nostro blog.

Infine ci siamo lasciati dopo aver letto alcune lettere e alcuni pensieri di Alberto e di Carlo, che hanno scritto durante la loro vita. Anche questo è stato un momento molto bello ma soprattutto importante perchè ci ha aiutato a sentirli più vicini a noi. a cura di Giulia - 2 giugno 2010

At this point we thought of the graphic part and we wrote each one of these titles on a white wide sheet.
In the afternoon we went out and with Aldo we tried to use the spay can colours.
After arming ourselves with masks and gloves, we painted our sheets.
At the end all the four of them were perfectly done and because of that it has been difficult to chose which would represent our project in the best way. Themajority of us voted “Scatto”, that won and that, as you can see, is the title of our blog.

Finally we took leave after having read some letters and some thoughts of Carlo and Alberto, written during their lives.
This has been a very great moment as well, but above all important because it halped as to feel them closer.
By Giulia

vedi Album foto
Sabato 5 giugno siamo stati a Rocca di Papa (Roma) al centro internazionale del Movimento dei Focolari dove abbiamo incontrato la Presidente, Emmaus. Le abbiamo raccontato del nostro progetto e lei ci ha raccomandato di fare un buon lavoro e ha specificato: "Date un'idea di Carlo e Alberto valida per i giovani di oggi."






















16/06/10
Saturday 5th June we went to Rocca di Papa (Roe) at the International Centre of the Focolari Moviment where we met the president, Emaus. We told her about our project and she invited us to do a good job and then she specified: “Create a portraits of Carlo and Alberto which fits for the young of today. In the very day we met Giancarlo Faletti, the co president of the Focolari Movement. Giancarlo met personally Carlo and Alberto so we made the most of it by asking him something about them. It has been a wounderful moment because answer after answer we got the chance to know better our two friends.


Sempre nella stessa giornata abbiamo incontrato Giancarlo Faletti, co-presidente del Movimento dei Focolari. Giancarlo ha conosciuto personalmente sia Carlo che Alberto così abbiamo approfittato di questo per fargli alcune domande. E' stato un bellissimo momento perchè risposta dopo risposta abbiamo potuto approfondire la conoscenza di questi due nostri amici. a cura di Giulia e Maria-Chiara
foto di Andrea Galluzzi


























Album foto

SI PARTE

Domani mattina (27 giugno) partiamo all'aba per iniziare la settimana più speciale di questo anno fin'ora trascorso. Andremo sul pianoro del Lourousa per effettuare delle riprese in montagna e interviste agli amici della montagna di Alberto.
Al ritorno alle 16, appuntamento alla cappella delle Terme di Valdieri.







Let’s go

Tomorrow morning (27th June) we’ll start at down to begin the most special week in this year until now. We’ll go up to the plain of Flourusa to film on the mountains and to interview the friends Alberto went to walk with. Once back, at 4 p.m. we’ll see you at the Chapel of the Terme of Valdieri.

I°scatto

 FOTO DELLA GIORNATA  (vedi sotto)

Oggi, per iniziare la settimana per le riprese del documentario su Carlo&Alberto ,siamo andati sul monte Lourousa (in Piemonte) dove Alberto ha fatto il suo “tuffo in Dio”.
Nonostante la salita sia stata impegnativa per molti, dopo un riposo meditato, abbiamo cominciato la nostra settimana leggendo due testimonianze di Alberto.
E' stato intenso e profondo e abbiamo scoperto un nuovo aspetto che lo accomunava con Carlo, cioè il rispetto e il senso che avevano per la Bellezza: Carlo la manifestava con l'arte, mentre Alberto con l'amore per la natura, in particolare per la montagna.


Per concludere la giornata, abbiamo celebrato una messa con don Tommaso, che durante la predica ha invitato tutti noi a rendere questi due ragazzi punto di ispirazione per la nostra vita.
E' stata quindi una giornata intensa e divertente: il messaggio è stato forte come il contatto con una natura così pura, incontaminata, che ci ha aiutati ad essere più vicini a Dio.





First Clik

Today, to start the (week for the filming of the documentary on Carlo and Alberto, we went up to Mt. Lourusa (Piemonte), where Alberto experienced his “Tuffo in Dio” (Jump in God).
Despite the path was steep hard and tiring for many of us, after a deserved rest, we started our week by reading two testimonies of Alberto. It has been intense and profound and we’ve discovered a new aspect in common with Carlo, i.e. the aspect and the feeling they had towards Beauty:” Carlo showed it in art, whereas Alberto with his love for nature, especially for the mountains.


To conclude our day we celebrated a mess with Father Tommaso who invited us during the sermon to make these two guys a source of inspiration in our lives. It’s been such a busy and fantastic day! The message has been as strong as the contact with a pure and unpolluted nature which helped us to be closer to God.


INTERVISTA AGLI “AMICI DELLA MONTAGNA”




FOTOALBUM DELLA GIORNATA


Nonostante fossimo consapevoli che avremmo dovuto essere parte attiva nelle interviste, la notizia di dover intervistare gli “amici della montagna” di Alberto fin dal primo giorno e senza alcuna preparazione ci ha colto un po’ alla sprovvista! Eravamo insicure e titubanti, non sapendo come fare, cosa chiedere. Nel concreto l’intervista consisteva nel fare domande liberamente. E giunto il momento, si è veramente creato un bel clima e l’intervista è riuscita bene. Anche il tecnico del suono, che ha fatto molte interviste nella sua carriera, è rimasto colpito da come sia venuta bene, senza nessuna preparazione precedente.

Una cosa che ci ha colpite sul rapporto di Alberto con gli altri compagni di scalata, in particolare con i più piccoli, è che cercava di trasmettere e di insegnare loro ad aver cura gli uni degli altri e non lo diceva solo a parole. Infatti aiutava quelli che erano indietro, che erano più stanchi, e portava sulle sue spalle i loro pesi, alleviando la salita.

Un altro momento bello è stato quando abbiamo fatto una domanda sul rapporto di Alberto con la natura : un camoscio è spuntato dietro a noi, tra gli alberi, e sembrava ci stesse ad ascoltare.




Interview to “mountain’s friends”

Despite knowing we should have participated actively in the interviews, the news we had to interview Alberto’s “friends of the mountains” from the very first day and with no preparation at all, that surprised us immensely!
We were unsure about it, since we didn’t know what to do and what to ask. Practically we could ask freely anything we wanted to. Once the moments arrived the atmosphere was incredible and the interview was well done.
The sound assistant, who had already done many interviews during his career, was very impressed of how ours was a very good one even if we hadn’t prepared it before.

The fact that Alberto always tried and taught to the little ones to take care of one another and they were not just words, this was something that impressed us a lot about the relationship Alberto had with his climbing companions. Indeed he helped those who were left behind, the most tired ones and he carried on his shoulders their bags to let them enjoy better the trip.

Another nice moment was the one when we asked about Alberto’s relation with the nature : a chamois came out behind us, in between two trees, and it seemed like it was listening to us.

II° SCATTO


FOTOALBUM DELLA GIORNATA

Stamattina abbiamo intervistato Marta e Antonio (detto Fons) due amici di Carlo & Alberto. Gli abbiamo chiesto come li avevano conosciuti e com’era il loro rapporto. L’intervista è stata interessante perché abbiamo conosciuto nuovi episodi della vita di Carlo e Alberto.

Nel pomeriggio due di noi hanno intervistato Marco, un grande amico di Alberto. Marco aveva tenuto alcuni biglietti che Alberto gli aveva mandato e li ha letti nell’intervista.
Nel frattempo ci siamo divertiti tantissimo a colorare delle scarpe bianche con gli spray da murales e gli uniposca, scarpe che useremo nelle riprese.

Nello stesso pomeriggio due di noi hanno intervistato Massimiliano Costa (ex vicepresidente della Regione Liguria, che aveva conosciuto Alberto Michelotti).




2nd CLIK

This morning we’ve interviewed Marta and Antonio (called Fons) two Carlo’s and Alberto’s friends. We’asked them how they met and how their friendship was. The interview has been very interesting because we got to know some new episodes of the two boy’s life.
In the afternoon two of us interviewed Marco, an Alberto’s close friend. Marco had kept some written messages which Alberto had sent him and during the interview we read them.
In the meanwhile we had lots of fun in painting with spray-can colours and indelible pens, some white shoes which we’re going to use during the film.
During the same afternoon two of us interviewed Massimiliano Costa (ex-vice president of Liguria region, who met Alberto Michelotti).

III° SCATTO


Martedì mattina siamo andati a visitare la tomba di Carlo per girare una scena, che prevedeva di recitare una preghiera insieme, per chiedere una grazia a Carlo. E’ stato necessario girare la scena almeno cinque volte a causa di varie esigenze tecniche, ma ciò ha dato la possibilità a tutti di pregare e di pensare ad una grazia da chiedere. Inoltre, nonostante fossimo davanti alla telecamera, non stavamo recitando, eravamo infatti molto spontanei.




Ci è piaciuto vedere che la tomba di Carlo è nella terra, insieme a tante altre. Nonostante ciò spicca ugualmente perché su di essa è scritta una delle sue poesie, che ci ha colpiti per la sua profondità. E, come ultima scritta, c’è la frase personale di Carlo, datagli da Chiara Lubich: “Vivo per incontrare Gesù”.

Tuesday morning we went visiting Carlo’s grave to shoot a scene, that required to recite a prayer together, to ask a grace to Carlo. It was necessary to shoot the scene at least five times because of technical needs, but this gave the chance to everybody to pray and to think of a grace to ask. Moreover, despite we were in front of a camera, we were non acting, we were in fact very spontaneous; I really liked this aspect.

I liked to see Carlo’s grave in the sand, together with many others. Nevertheless they could be noted the same because there is one of Carlo’s songs written on it, which impressed me because of its depth. And, as last script, there is Carlo’s personal sentence, given to him by Chiara Lubich: “I live to meet Jesus”.





Poi abbiamo incontrato ancora Marta e Fons sul "muretto" della Canova insieme a Luigi e ai fratelli di Carlo: Titti e Paolo.

Durante l'intervista abbiamo chiesto loro di descriverci l’atmosfera che si creava lì; hanno iniziato a parlare e a completarsi l'un l'altro: avrebbero avuto molto di più da raccontare, ed è stato necessario fermarli per questioni di tempo.


Interviewing the friends that with Carlo in particular spent time at the Canova’s muretto, asking them to describe the atmosphere that there was created, they would have much more to narrate, and it has been necessary to stop them because of timing problems.







Nel pomeriggio abbiamo effettuato alcune interessanti riprese nella bellissima chiesa di S. Siro di Struppa, dove Alberto ha scritto una lettera a Carlo prima che questo partisse per il servizio militare.


IV° Scatto

 FOTOALBUM DELLA GIORNATA
 
Intervista al colonnello (in congedo) Zimei

Appena entrati in caserma, abbiamo subito percepito un senso di rigidità e disciplina che rendeva tutto molto formale e poco spontaneo. Tutto è cambiato però durante l'intervista all'attuale comandate della caserma e all'ex colonnello Zimei,  quasi coetaneo di Carlo: la loro disponibilità a ripetere le riprese anche se sotto il sole caldo della mattina e la nostra curiosità a proposito della vita nella caserma ha costruito un clima così sereno che al termine hanno offerto una bibita a noi e a tutta la troupe.


Scoprire la vita militare di Carlo è stato davvero interessante: sebbene all'apparenza sembrasse un ragazzo come gli altri, che sentiva la lontananza da casa e sperava di non essere inviato troppo lontano, si distingueva per la sua forte spiritualità a tal punto che era riuscito a convincere gli altri giovani a frequentare la Messa giornaliera piuttosto che uscire per la città in cerca di giovani ragazze da abbordare. Il collonnello Zimei inoltre ricorda di quando, rattristato per una delusione amorosa, era stato accompagnato dal cappellano della caserma Don Antonio a trovare Carlo in ospedale: l'incontro con lui l'ha segnato molto e gli ha fatto capire cosa davvero è essenziale nella vita.

Intervista all'infermiera Rosanna

L'intervista con Rosanna, infermiera del reparto di rianimazione nell'ospedale in cui Carlo fu curato, è stato un momento particolarmente intenso e profondo. Sebbene il tempo che lei trascorreva con Carlo non fosse molto, serba ancora un vivo ricordo di quei momenti che aspettava con grande desiderio. Era rimasta molto colpita da come Carlo fosse riuscito ad accettare ogni giorno il suo dolore e non si fosse lamentato mai della sofferenza, solo poche volte gli erano scappate due lacrime, ma bastava qualche minuto di raccogliemento per fargli tornare il sorriso. Racconta inoltre la sua inquietudine a leggere le frasi scritte sui numerosi fogli e cartelloni che Carlo riceveva dagli amici e voleva attaccati nella stanza, come "Ti facciamo tanti auguri per il tuo incontro con Gesù". Un giorno aveva deciso di chiedergli spiegazioni e lui le aveva risposto: "Io so dove vado quando muoio, vado in Paradiso con Alberto". Continua poi raccontandoci che inusuale era anche la presenza degli altri gen vicino a Carlo, non passava ora del giorno in cui non ci fosse qualcuno sotto la sua finestra a cantare o semplicemente a vegliare insieme a lui.
"La sua testimonianza così forte mi ha dato al certezza che qualcosa esiste di sicuro nell'aldilà" conclude emozionata Rosanna.


Interview to the retired Colonel Zimei

As soon as we enter the military base we immediately felt a sense of strictness and discipline, which made everything very formal and not much spontaneous. But everything changed during the interview to the actual commander of the barracks and the ex colonel Zimei, who was coetaneous with Carlo: their disposition to repeat the scenes with the camera even if under the bright and hot morning sun and our curiosity on the military life built such a quit and peaceful atmosphere that at the end they offered a drink to us and all the camera-troupe.

It’s been very interesting to discover Carlo’s military life: even if apparently he seemed a normal and ordinary boy just as the others, who felt homesick and hoped not to be sent too far away, he distinguished himself because of his strong spirituality so much that he managed to convince the other guys to go to the daily mess instead of going out into town to “pick up girls”…
Colonel Zimei also remembers that, once he was sad because of a love delusion, the chaplain, Father Antonio, leaded him to visit Carlo to the hospital:
The meeting with Carlo deeply impressed him and made him understand what really count in life.


Interview to the nurse Rosanna

The interview with Rosanna, nurse in the reanimation department of the hospital where Carlo was treated, has been a particularly intense and profound moment. Even if she time she spent with him wasn’t much, she still keeps alive the memory of those moments, which she couldn’t wait for.
She was surprised in seeing how Carlo managed to accept every day his pain and that he never complained for his sufferings; only few times he dropped to tears, but he needed just few minutes of meditation to smile again. She also tells her anxiety while reading he sentences written on the several paper sheets Carlo received from his friends and wanted to put them on the wall of his room, such as “We wish you the best for your meeting with Jesus”. One day she decided to ask him some explanations and he answered her” I know where I go when I die, I go to Paradise to Alberto”. She keeps telling that also the presence of the other gen at his side was unusual, at any time during the day someone was singing under his window or standing there, praying for him.
“His strong testimony gave me the certainty that something necessarily exists in the hereafter” Rosanna concludes with great emotion

Intervista alle mamme

La mamma è sempre la mamma! Durante l’intervista a Clara ed Albertina, mamme di Carlo e Alberto, c’era un’atmosfera bellissima, impregnata di pace e di santità. E’ stato un lavoro abbastanza lungo, ma avremmo voluto che non finisse mai, perché continuavano a uscire nuove cose bellissime e interessanti. Pendevamo letteralmente dalle labbra di queste due mamme speciali, che all’apparenza potevano sembrare due signore qualsiasi, ma hanno una bellissima esperienza che vale sicuramente la pena di ascoltare. Non volevamo perdermi neanche una parola.

Quello che ci è piaciuto di più è stata la semplicità con cui hanno presentato i loro figli, ma soprattutto l’amicizia che hanno ora, perché ci ha dato la sensazione che rispecchiasse in qualche modo quella che c’era tra Alberto e Carlo.



Interview to the mums

A mother is a mother! During the interview to Clara and Albertina, Carlo and Alberto’s mothers there was a fantastic atmosphere, dense of peace and holiness. It has been a very long job but we didn’t want it to finish, because something always new and interesting came to light. We couldn’t watch anything else apart from the lips of these two special mums, who apparently could pass for two any ladies. They have a wonderful experience which deserves with no doubt to be heard. We wanted to miss not a world. What we particularly liked was the simple way in which they described their sons, but above all their today friendship because we felt that in some way it was a mirror of Carlo and Alberto’s one.

Intervista a Don Vito

L'incontro con Don Vito è stato prezioso: quando gli ho chiesto di parlarmi della ricerca di Carlo e Alberto della purezza mi ha spiegato con per loro essa fosse mezzo per la libertà.
Volevano vivere in pienezza e per questo si incontravano con Gesù nella gioia della Comunione e della Confessione. Poi gli ho chiesto come vedrebbe Carlo e Alberto oggi: " Alberto un progettista, uno con tante idee; e Carlo, beh, Carlo un bravo poeta".

The meeting with Don Vito has been very precious: when I asked him to talk of how Carlo and Alberto lived for purity, he explained that for them living in that way meant being free.
They wanted to live as if every moment was the last time and because of that they met Jeusus in the joy of Holy Communion and Confession.

Then I asked him how he would imagine Carlo and alberto today, he answers: "Alberto a designer, one with lots of new projects and ideas; Carlo, well, Carlo a nice poet".

V° Scatto

 FOTOALBUM DELLA GIORNATA

Dopo l’intervista a Mauro Pirovano, c’è stato un breve ma intenso momento in cui ci ha letto una bellissima poesia di Carlo.

Nel pomeriggio abbiamo intervistato Luigi, un grande amico di Carlo, in una location davvero insolita: la Volpara. E’ proprio il luogo dell’intervista la prima cosa che mi ha colpito: non avrei mai pensato infatti di dover salire su un camion così grosso! Luigi però ci ha messo subito a nostro agio, e l’intervista è andata molto bene.

Mi ha colpito delle sue parole quanto fosse amico di Carlo e di quanto lo sia tuttora. In più, ho notato che Carlo è una parte importantissima della sua vita, che lo accompagna sempre e lo porta a testimoniare con prontezza e decisione. Si è così delineato nel corso dell’intervista il profilo di Carlo, che non era altro che un ragazzo normale, che non compiva miracoli e viveva come i suoi coetanei. La sua normalità era però accompagnata da quei piccoli gesti che piano piano lo hanno reso santo.


Abbiamo poi trascorso il pomeriggio insieme ad alcuni bambini e ragazzi del centro storico di Genova. Abbiamo preparato dei giochi da fare insieme a loro e Luca e Davide si sono travestiti da pagliacci per farli divertire. Inizialmente erano un po’ titubanti a fare quello che noi proponevamo, ma poco dopo siamo riusciti a coinvolgerli. Il viso di ognuno era felice e sorridente e questo ci ha dato una grande gioia. La cosa più bella è stata che, in poco tempo, siamo riusciti a creare un unico gruppo, nonostante la differenza di età.

Intervista ad Orietta

L'intervista ad Orietta è stata tutta al femminile, siamo così riuscite ad approfondire, dal suo punto di vista, l'incontro con Alberto, l'innamoramento e la storia d'amore vissuta cercando la purezza. Da fidanzati provavano a non chiudersi nell'egoismo che porta a volere l'altro tutto per sé, ma vivevano sempre insieme agli amici e ai gen.
Quando, dopo un anno , Alberto le ha detto che aveva bisogno di chiudere la loro storia per lasciare "carta bianca" a Dio, Orietta, dopo un momento di dolore, ha capito che, così facendo, lui le aveva regalato la libertà.
 Poi la morte di Alberto apre una ferita che non fa in tempo a chiudersi: 40 giorni dopo parte anche Carlo. Le due partenze così vicine la portano ad essere molto confusa, ma vivendo insieme ai gen "in cordata", la salita è stata meno faticosa.

VI° Scatto

 FOTOALBUM DELLA GIORNATA


Siamo andati a Oregina alla chiesa di Nostra Signora di Loreto e abbiamo iniziato le riprese. Faceva un caldo pazzesco e abbiamo fatto un sacco di salite, ma ne è valsa la pena!
Siamo riusciti a finire le riprese senza ripetere troppe volte e il panorama era molto bello. Quando poi eravamo stanchi e assetati Chiara e Orietta ci hanno sostenuti con bibite fresche. Durante i vari "ciak" abbiamo chiacchierato e riso insieme di tante cose.


Tra una ripresa e l’altra Davide e Virginia hanno chiamato Giancarlo Falletti, il quale ha conosciuto sia Carlo che Alberto. Lo abbiamo ringraziato per l’intervista che ci aveva permesso di fare a Roma il 5 giugno. Gli abbiamo raccontato delle esperienze fatte questa settimana e delle scarpe colorate che abbiamo fatto insieme ad Aldo Moretti.
Siamo poi partiti per andare al cimitero di Staglieno.

Percorrendo un breve tratto di strada e salendo una rampa di scale si raggiunge la tomba di Alberto. Si trova sotto un pino e ha una lapide molto semplice: su di essa ci sono due foto, una di Alberto in montagna circondato dalla neve, l'altra è la targa che si trova all'Argentera. Attorno alle due foto è legato poi un semplice crocifisso in legno.









Appena arrivati abbiamo tolto gli aghi di pino che la ricoprono sempre; ci siamo poi messi in cerchio intorno alla tomba per ascoltare Bruno. Ci ha raccontato della loro amicizia: si raccontavano davvero tutto e si aiutavano a capire quale fosse la volontà di Dio in ogni momento.
Poi ci ha spiegato qual è il suo rapporto con Alberto oggi. Quello che mi ha colpito di più è stato il fatto che, per Bruno, Alberto è un punto fisso al quale fare sempre riferimento.

CINEFORUM – “INVICTUS”, di Clint Eastwood

Prima di vedere il film, Mario, il nostro regista, ha fatto una piccola introduzione in cui presentava a grandi linee il film e in qualche modo cercava di motivare tutti a vedere il film. Così è stato. Alla fine del film abbiamo fatto un commento insieme, cha ha fatto risaltare come sia piaciuto a molte persone. “Invictus” infatti tratta il tema del perdono e presenta un grande personaggio, caratterizzato da una forte personalità. È stato interessante il fatto di introdurre prima il film e di commentarlo dopo tutti insieme; in questo modo si è capito che non lo guardavamo tanto per passare il tempo.


VII° Scatto

FOTOALBUM DELLA GIORNATA


Siamo andati a intervistare gli amici di Carlo e Alberto che facevano parte della loro unità gen. È stata davvero una bella esperienza, e ci hanno detto cose molto interessanti.
Noi infatti eravamo curiosi di sapere qualcosa su Carlo e Alberto: come si tenevano gli incontri e come si viveva 30 anni fa all’interno dei gruppi gen; ci hanno risposto che alla base di tutto c’era la forte amicizia che si era instaurata tra di loro, che li portava a sentirsi quotidianamente e a condividere tutto della giornata con gli altri. Ognuno ricorda caratteristiche diverse di Carlo e di Alberto; ci hanno raccontato degli aneddoti che hanno segnato profondamente il loro cammino in Dio e il loro rapporto con i nostri due amici. Alla fine dell’intervista c’è stato un bel momento in cui abbiamo cantato tutti insieme.

CINEFORUM – “BARAN”
Il pomeriggio, dopo pranzo, abbiamo fatto il cineforum. Il film scelto è stato “Baran”, un film iraniano di Majid Majidi. È un film molto particolare, perché è molto diverso dai soliti film americani a cui siamo abituati, quanto piuttosto un film d’autore, un po’ lento e ricco di simbologie.
Non abbiamo avuto tempo di discuterne tra di noi ma ci siamo ripromessi con Mario, il nostro regista, di farlo presto, perché ci sono molte cose interessanti da dire e molte opinioni da scambiarci.

Alle cinque un appuntamento unico: andiamo ad uno studio di registrazione, siamo una voce maschile e una femminile, un basso e ci accompagnano Franco, un amico di Carlo, alla chitarra e Guido alla tastiera. Abbiamo suonato una vecchia canzone dei tempi di Carlo e Alberto, “un nuovo giorno, una nuova speranza”. Sono state due ore molto intense in cui abbiamo percepito l’intesa tra i due dei vecchi tempi, maghi della tastiera e della chitarra e durante le quali abbiamo cercato di mettere a disposizione le nostre capacità per incidere un pezzo da cui si senta l’armonia prima di ogni altra cosa.
Verso sera siamo andati al molo, e abbiamo fatto delle riprese. C’era una luce molto bella e l’atmosfera si prestava molto per la macchina da presa. Ci siamo legati le nostre scarpe colorate al collo, ci siamo seduti sul molo e siamo stati ripresi dalla telecamera che era in movimento su una barca! Era una cosa molto simpatica e per fortuna non è stata stancante.
 

VIII° Scatto

 FOTOALBUM DELLA GIORNATA

La mattina c’è stata l’intervista a Paolo, fratello di Alberto. L’intervista non è stata molto lunga, ma interessante, perché eravamo molto incuriositi riguardo all’infanzia di Alberto e i suoi rapporti in famiglia. Paolo ci ha detto di non aver mai avuto litigi con Alberto, che trovava sempre il tempo di giocare con lui, anche se era più grande. In più, ci ha detto che i rapporti in famiglia erano sempre molto sereni, e che si percepivano sempre la serietà e l’impegno che caratterizzavano la personalità di Alberto. Poi, anche se Alberto era molto portato a fare il leader ed eccelleva in moltissime cose, era sempre in grado di nascondere tutte le sue capacità dietro a un velo di umiltà.

This morning there’s been the interview to Paolo, Alberto’s brother. The interview hasn’t been long, but very interesting, because we were curious about Alberto’s childhood and family life and relationships…
Paolo told us he never argued with Alberto, who always managed to find time to play with him, even if he was older. He also told us that the family relationships were always very serene and they all felt the seriousness and commitment which characterized his personality. Then, even if Alberto had a gift for being a leader and excelled in many things, he was able to hide all his abilities behind a veil of humility.

Poi, nella parrocchia di S. Sebastiano, in Via Lodi, cominciamo un momento di condivisione di quanto é trascorso fino ad oggi in questa settimana. Quello che viene fuori è molto, indescrivibile, un po’ soprannaturale, unico.
Decidiamo di sigillare quell’armonia e quell’unita stringendo un Patto di Amore tra noi al termine della messa che avremmo celebrato nel pomeriggio. Dopo il pranzo alcuni di noi vanno ad intervistare gli amici della parrocchia di Alberto mentre altri preparano i canti per la messa e nel frattempo, a turno, facciamo l’ultima apparizione davanti alla telecamera per spiegare cosa le nostre scarpe rappresentano. Alla messa partecipiamo insieme con i ragazzi della parrocchia di S. Sebastiano e con genitori, adulti e la viviamo intensamente.

Then, at S. Sebastian parish, in Via Lodi, we begin a moment of sharing of what we’ve lived up to now in this week. What comes up is a lot, indescribable, a bit otherworldly and unique.
We decide to seal this harmony and this unity by renewing a Pact of Love among us at the end of the mess we would celebrate in the evening. After lunch a few of us going to Alberto's friends for interview, others we prepare the mess songs and in the meanwhile, in turn, we make our last appearance in front of the camera to explain what our shoes represent. We take part to mess together with the parish guys and some parents and adults and we live it intensely!

"Scatto" incontra S.E. il Cardinal Bertone

07/07/10

Conclusioni delle riprese

La domenica sera abbiamo cenato tutti insieme, con quelli che ci hanno aiutato e con gli altri che sono venuti per questo giorno speciale.
Dopo abbiamo fatto "una serata degli Oscar", abbiamo dato un regalo-premio e una medaglia a coloro che ci hanno aiutati:
Mangela e Luigi Malatesta, i responsabili dei ragazzi per l'unità;
Rebeca e Andrea, i nostri assistenti;
Vasek, il miglior tecnico del suono;
Milan, il miglior cameramen;
Chiara, la miglior assistente alla produzione;
Mario, il regista più bravo di tutti.
Dopo ciò noi tutti siamo stati premiati ed abbiamo ricevuto un cd con tutte le foto scattate durante la settimana.

Abbiamo anche guardato alcune delle foto e un breve trailer del documentario.
In talmodo abbiamo concluso la nostra bellissima settimana insieme sulle orme di Carlo ed Alberto.


Sunday evening we had dinner all together, we teens, with those who helped us and with others that came for this special day. After that... we had the "Oscar evening", we gave a gift-price and medals to those who helped us:
Mangela and Luigi Malatesta, the responsables for the teens for unity;
Rebeca and Andrea, our assistents;
Vasek, the best sound techinician;
Milan, the best cameraman;
Chiara, the best producer assistent;
Mario, the very best director.
After that we all were priced, and received a cd with all the picure taken during the week.

We also watched some picture of the week and a short "trailer" of the documentary.
In such a way we concluded our beautiful week together on the footprints of Carlo and Alberto.


 VORREMMO FARVI DONO ANCHE DELLE NOSTRE IMPRESSIONI PERSONALI DOPO QUESTA STUPENDA E INTENSA SETTIMANA.
Di seguito ne trovate una, le altre sono nella pagina "le nostre impressioni". (qui)   


....Questa settimana che abbiamo trascorso è stata per me STUPENDA! Innanzi tutto perché ho potuto approfondire la conoscenza di Carlo e di Alberto, che prima avevo sentito solo nominare, grazie alle varie testimonianze che abbiamo raccolto. Intervista dopo intervista ciò che è emerso di più è che erano due ragazzi normali; questo è quello che mi ha colpito di più. Un altro aspetto fondamentale è stata la possibilità di trascorrere tanto tempo insieme e di conseguenza conoscerci meglio. Infine è stato molto importante raccontarci quello che ci aveva colpito di più di ogni intervista perché in questo modo ognuno partecipava anche a quello che avevano fatto gli altri. Di questa esperienza mi porto la voglia di voler provare a vivere come Alberto e Carlo per cercare di farli conoscere a più ragazzi possibili.

Giulia


This week we've spend has been MARVELLOUS for me! Firstly because I had the chance to know better Carlo and Alberto, that before I had only heard named, thanks to all the testimonies we collected. Interview after interview what came out the most is that they were two normal guys; this is what strucked me the most. Another fundamental thing was the possibility to spend a lot of time together and consequently get to know us better. Finally it was really important to share what we liked the most in each interview because in this way everybody participated in what the others had done. From this experience I bring with me the wish to try to live like Carlo and Alberto, to try to make them known to as  more young as possible.

Giulia